Oliver Sacks parla della sindrome di Charles Bonnet

Di Oliver Sacks abbiamo già avuto occasione di parlare in questa nostra sezione video. Egli è un ultrasettantenne neurologo inglese che vive negli Stati Uniti, noto al grande pubblico come autore di bestseller in cui sono raccolti diversi casi di persone con disturbi neurologici. Per la sua instancabile  opera divulgativa che si dispiega in mezzo secolo, lo si può ritenere a buon diritto un esponente della neuroantropologia.

La sua peculiarità è quella di riuscire a coniugare il rigore scientifico con la ricchezza narrativa, in modo da dare al lettore un rimando molto vivido di come una persona affetta da un disturbo neurologico possa conviverci e cercare di adattarsi alla propria condizione. Dal suo libro più famoso, Risvegli, nel 1999 è stato tratto anche un film con lo stesso titolo interpretato da attori di grosso calibro, quali Robin Williams e Robert De Niro. Il suo stile di scrittura è caloroso, sapiente e creativo al tempo stesso e in questo video, in cui tiene una conferenza in modo per niente accademico, conferma di possedere qualità umane di comunicatività, dimostrandosi interessante, umoristico e autoironico. read more

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Quale approccio clinico?

Esistono numerosi metodi psicoterapeutici, ciascuno dei quali fa riferimento a un modello teorico psicologico che cerca di leggere la complessità umana in base a un vertice diverso.

Il metodo psicoanalitico, che è quello con cui lavoro, si differenzia da tutti gli altri in quanto il modello della mente che adotta include l’inconscio.

Nel mio lavoro ho un approccio flessibile.

Inizialmente svolgo alcuni colloqui (in genere 3 o 4) dedicati alla conoscenza reciproca, alla valutazione del caso e a una prima restituzione che può essere accompagnata, o meno, dalla proposta di un percorso psicoterapeutico. A volte infatti questa consulenza è sufficiente, per il momento, in altri casi la persona concorda sul desiderio e la necessità di compiere assieme un percorso che la aiuti a sostenere o a superare un disagio.

In questo caso, la proposta terapeutica viene strutturata in modo personalizzato: ci sono, certo, delle norme ma la Psicoterapia si può immaginare come un abito fatto su misura, e in questo si differenzia molto dalla terapia medica, in cui a una diagnosi corrisponde un preciso protocollo terapeutico. read more

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Quando serve lo psicologo?

Un primo contatto con uno psicologo può corrispondere a una ricerca di migliore conoscenza di sé, con l’obiettivo di raggiungere un maggior benessere psicofisico personale, di rendere più interessante l’esperienza della propria vita e di migliorare la qualità della vita propria e dei propri familiari.

Può essere utile consultarlo anche in occasione di passaggi critici (e allo stesso tempo normali) del ciclo di vita, come termine degli studi, matrimonio, gravidanza e genitorialità, menopausa e pensionamento, malattie di una certa gravità, situazioni di lutto, perdita, separazione e abbandono.

In altri casi, alla base della motivazione può esserci una situazione di sofferenza, che può presentarsi sotto forma di un sintomo specifico, di frustrazione rispetto a situazioni problematiche e stressanti che tendono nel tempo a ripresentarsi sempre allo stesso modo, nel lavoro o nella vita privata, oppure di uno stato generale di inquietudine, di ansia, di preoccupazione, di tristezza che non migliorano col passare del tempo, o ancora di uno sconvolgimento emotivo in seguito a un evento traumatico. read more

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La bellezza dei numeri

La matematica è la bestia nera di molti studenti, e non sono pochi gli adulti che ricordando le proprie esperienze passate si esprimono al riguardo con frasi quasi scaramantiche che esprimono un desiderio di evitamento. E che la matematica abbia a che fare con il pensiero astratto è universalmente riconosciuto, eppure a tutt’oggi non è chiaro se essa sia un cosiddetto “oggetto naturale” o una creazione simbolica della mente umana. Si potrebbe dire in generale che la matematica si occupa di “oggetti matematici”, e se essi facciano parte di un mondo naturale o di un mondo mentale è un dilemma che ha occupato a lungo gli studiosi.

Ad esempio nel 1920 il grande Albert Einstein si interrogava: “Come va che la matematica, essendo fondamentalmente un prodotto del pensiero umano indipendente dall’esperienza, spiega in modo così ammirevole le cose reali?”, ma il fatto che alcune leggi matematiche siano state scoperte in modo indipendente da popoli diversi in diverse epoche potrebbe far pensare che la matrice della matematica sia, per così dire, “interna” all’essere umano e che, come sosteneva Ferenczi, origini dalla percezione inconscia del funzionamento fisiologico dei nostri apparati sensoriali. In questo senso credo si possano considerare anche le esperienze estatiche vissute e riferite da famosi matematici nell’intuire leggi matematiche che, a volte, hanno poi impiegato anni a dimostrare. Questi aneddoti fanno pensare, come sosteneva Bion riprendendo un’idea platonica, che i concetti siano reali e “preesistano” al di fuori della mente, e che rimangono sconosciuti finché non si presenta un contenitore-mente adatto per catturarli. read more

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Psicologo (di Base) e Medico di Base: un’integrazione possibile e necessaria.

di Immacolata Patrone

Il Prof. Luigi Solano, docente di Psicosomatica presso l’Università La Sapienza di Roma, sta conducendo da dieci anni, con i suoi collaboratori della Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute, un’interessante sperimentazione, a nostra conoscenza unica nel suo genere, di un’attività di collaborazione professionale tra Medico di Base e Psicologo. L’incontro tra questi due professionisti, operanti in sinergia all’interno dello stesso ambulatorio, ha permesso di dar vita a un nuovo e più efficace approccio alla salute psico-fisica e al benessere dei pazienti che si rivolgono al Medico di Base, un approccio che consente di guardare al paziente nella sua totalità di “persona”, con un’ottica biopsicosociale. E’ possibile in tal modo analizzare la richiesta di aiuto del paziente, il suo disagio, i suoi sintomi in modo più complesso e completo, permettendo di valutare e comprendere il problema che egli porta inserendolo all’interno del suo contesto ambientale, familiare, lavorativo e relazionale in generale sia presente che passato e, all’interno della specificità della fase di vita che sta affrontando.
Tutto ciò ha consentito di individuare alle origini un disagio che richiedeva un intervento psicologico, di prevenire un eventuale peggioramento dello stato psicofisico generale dei pazienti, di orientare verso un intervento specialistico coloro che avevano bisogno di tale intervento, in sintesi di incanalare nella giusta direzione e con la giusta modalità una domanda che necessitava d’intervento psicologico e che molto probabilmente non avrebbe avuto risposta, a causa del pregiudizio sociale che ancora grava sulla professione di Psicologo. E’, inoltre, importante sottolineare un altro risultato estremamente significativo che la ricerca ha consentito di dimostrare, ovvero il notevole risparmio economico in termini di riduzione della spesa farmaceutica.
Questa ricerca assume un’importanza ancora maggiore oggi, alla luce della recente proposta di legge sull’istituzione della figura professionale dello Psicologo di Base e, i risultati più che positivi ed incoraggianti ottenuti, consentono di affermare che l’ integrazione tra Medico di Base e Psicologo di Base non solo è possibile ma anche necessaria ed urgente, ma con la giusta formula… read more

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La rete di protezione: Abruzzo, due anni dopo

A maggio 2009, come molti altri miei colleghi, ho operato in qualità di psicologa dell’emergenza in Abruzzo nei campi allestiti nel post-terremoto. Sono trascorsi due anni da quel 6 aprile che ha sconvolto l’idrogeologia del territorio, i secolari insediamenti umani e le relazioni di una comunità, e se molto è stato fatto, molto resta ancora da fare per la ricostruzione. Dal punto di vista materiale esiste ancora il problema della rimozione delle macerie che tuttora giacciono sul centro storico dell’Aquila (ma non solo) così come la messa in sicurezza di molte zone, ma ciò che rende particolarmente dolorosa e difficile la ricostruzione e la riconquista del territorio come luogo antropologico – relazionale, identitario e storico – è la grossa difficoltà di organizzare la partecipazione della popolazione ai processi decisionali.

Sono ormai moltissime le ricerche, a partire da quella famosa di Berkman e Syme del 1979, che sostengono l’importantissimo effetto diretto e indiretto del supporto sociale sulla salute sia a breve che a lungo termine e che permettono alle persone che hanno subito un trauma di recuperare il benessere con una prognosi migliore.
E’ noto che il supporto sociale modifica gli effetti biologici dello stress, in particolare il rilascio di cortisolo e adrenalina, e a lungo termine diviene un fattore protettivo per la salute, diminuisce i tassi di morbilità e mortalità. read more

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