Bus gratuito per gli over-60

E mentre a Trieste sta per concludersi la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, mi capita di leggere un’interessante ricerca che correla lo stato di salute delle persone anziane all’avere un abbonamento gratuito per il bus.

Sappiamo che mantenere un’attività fisica, a qualunque età, aiuta a mantenere il benessere mentale e fisico e, nelle persone anziane, avere una buona mobilità e forza fisica riduce il rischio di fratture, cadute e malattie cardiovascolari.

I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno condotto una ricerca, durata 4 anni, da cui è emerso che le persone che dispongono di un abbonamento per il bus sono più propense a camminare e a compiere “viaggi attivi”, come sono definiti il camminare, andare in bicicletta o prendere i mezzi pubblici.
Può sembrare banale, ma l‘esercizio fisico “incidentale”, che si compie anche con il semplice atto del camminare fino alla fermata o dalla fermata alla propria destinazione, svolge un ruolo chiave per mantenersi in forma. Infatti da precedenti ricerche è emerso che soli 15 minuti di moderato esercizio fisico quotidiano sono associati a un minor rischio di mortalità del 12% per gli ultrasessantenni.
L’abbonamento gratuito tuttavia non aiuta soltanto a mantenere una buona salute: garantire la mobilità sul territorio a chi ha un reddito limitato significa anche ridurre l’esclusione sociale, con tutto ciò che questo comporta a livello psicologico, e contribuisce a mantenere una qualità della vita migliore. read more

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Se il cane morde la mano che lo nutre

Essere morsi da un cane è un’esperienza che come minimo si può descrivere come spiacevole e che, in certi casi, può costituire un trauma permanente che aliena la possibilità di godere del rapporto con i cani, anche a lungo termine.

Quando a mordere è il nostro cane – quello che abbiamo preso da cucciolo, nutrito, coccolato, amato e che consideriamo un membro della famiglia – l’esperienza può assumere delle connotazioni inquietanti e farci sentire traditi nel patto di reciprocità. A volte questo accade ripetutamente e peggiora il nostro vissuto nei confronti del cane, andando a costituire un fondo di emozioni negative nei suoi confronti che può amplificarsi fino a esiti tragici.

Non è sempre facile convincere il cane a non mordere la mano che lo nutre, ma possiamo cercare di capire come mai questo accade e quali sono i nostri errori. Ricordiamo che “il cane ha sempre ragione“, secondo la psicologia canina.

Cominciamo con il riconoscere che quando i cuccioli giocano tra loro usano la bocca, e quindi prendere in bocca (o mordere) la mano del proprietario quando si gioca o li si coccola – specialmente se la modalità è intensa e il cane ha un temperamento vivace – è una estensione naturale del loro repertorio comportamentale all’umano che fa parte del branco. In questi casi, mordere non ha un’intento aggressivo, ma può diventare un’abitudine difficile da correggere se interagendo con il nostro amico assumiamo un comportamento controproducente. read more

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Mon petit frère de la lune

Un video sensibile, commovente. Realizzato dal padre di un bambino autistico, Frédéric Philibert, che è anche regista, scenografo, direttore della fotografia, ingegnere del suono e montatore, questo corto animato é costruito sulle parole sincere e toccanti di Coline, la figlia primogenita, che mentre racconta momenti di vita quotidiana dà la propria lettura poetica del perché il fratello minore Noé non è come tutti gli altri bambini.

Molti dei suoi film sono stati presentati a festival francesi e internazionali, e Philibert ha vinto numerosi premi con i suoi lavori. Questo corto ha vinto il Gran Premio e il Premio del pubblico al Festival Handica-Apicil di Lione nel 2007, e a differenza di altri suoi lavori si può dire che è “nato in famiglia”.
Quando i coniugi Philibert si resero conto che il loro secondogenito Noé aveva qualche problema, furono indirizzati dal pediatra a un centro medico psicologico che propose loro un trattamento psicoanalitico. Essi non aderirono ma cercarono delle soluzioni alternative: il bimbo fu preso in carico dall’ospedale e il programma adattato per essere svolto a domicilio mentre, parallelamente, decisero di realizzare un film per raccontare in parte la loro storia e per parlare dell’autismo in modo molto semplice. E’ un film rivolto a tutti, anche a coloro ai quali la parola “autismo” non dice nulla ma possono essere interessati a capire qualcosa di questo disturbo. read more

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La psicoanalisi secondo Prada

E dopo “Il diavolo veste Prada”, abbiamo la psicoanalisi secondo Prada. Un cast di attori eccezionale, scelto dal regista Roman Polansky, interpreta con grande maestria una scena classica dell’immaginario, almeno secondo Hollywood.

Ben Kingsley interpreta un serio psicoanalista dall’aria ortodossa che scrive i suoi appunti con una stilografica mentre attende la prossima paziente, in una stanza d’analisi che ricorda tanto quella del dottor Freud. Lei è Helena Bonham Carter, e ovviamente veste Prada.
Con nonchalance gli consegna una stravagante pelliccia violacea di visone con collo di volpe e si stende sul lettino sfilandosi le décolletés con plateau firmate. Lui sembra già confuso a questo punto: allo scopo di prendere appunti preme il pulsante della penna a sfera richiudendola, mentre lei gli rovescia addosso un fiume di parole.
Il non verbale di Kingsley e l’occhio della camera sono più eloquenti del monologo della ricca ereditiera, che si comporta come una smaliziata paziente che offre ciò che lo psicoanalista si aspetta: riferisce un sogno e chiede insistentemente cosa significhi. Tutto procede come da manuale finché “l’attenzione fluttuante” dell’analista si posa sulla pelliccetta della paziente e il Perturbante non irrompe nella stanza demistificando lo snobismo degli intellettuali nei confronti della moda. Egli sì che sa mettersi nei panni della paziente. read more

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Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara (detto giapponese)

Quante volte riceviamo il consiglio di fare le scale anziché prendere l’ascensore o la scala mobile? E quante volte disattendiamo a questo consiglio?

L’agenzia DDB di Stoccolma, sponsorizzata dalla Volkswagen Svezia, si è posta questa ed altre domande, partendo dal concetto che il divertimento è il modo più semplice per migliorare il comportamento delle persone e ha creato una campagna di marketing chiamata The Fun Theory. La campagna si fonda su una serie di esperimenti condotti in ambiente urbano in relazione ai quali vengono registrate le reazioni della gente.

Nel video che vi presentiamo, una scala della stazione della metropolitana Odenplan di Stoccolma è stata trasformata in un pianoforte gigante, ma sul sito dedicato sono presenti altri due video della campagna, in uno dei quali si vede la gente in un parco raccogliere da terra l’immondizia allo scopo di sentire il suono del bottino per rifiuti “più profondo del mondo” (in realtà si tratta di un dispositivo sonoro che si attiva con un sensore ogni volta che un rifiuto viene gettato nel bottino), nell’altro si mostra come un cassonetto per la raccolta differenziata del vetro, trasformato in un gioco Arcade, possa incentivare la raccolta stessa. A sentir loro, il divertimento “funziona”. Il 66% in più di persone usa le scale, il bottino sonoro raccoglie 72 kg di spazzatura contro i 41 di un bottino normale e il gioco Arcade richiama in una sola serata un centinaio di persone. read more

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Un giorno di ordinaria lotteria

Un articolo del Corriere Motori online presenta un’interessante iniziativa anti traffico:
Non usi l’auto all’ora di punta? Vinci un premio in denaro

Ricordate Un giorno di ordinaria follia? Michael Douglas interpreta il ruolo di un uomo qualunque, alle prese con i problemi che tante persone vivono, che si trova imbottigliato in un ingorgo di traffico pazzesco. E’ quello il fattore scatenante della follia che lo porterà a un susseguirsi di azioni violente che seminano sangue e terrore e che culminano con la ricerca della propria morte.
Senza arrivare a questi eccessi, molti di noi vivono quotidianamente lo stress causato dal traffico, dagli ingorghi e dalle difficoltà di parcheggio. In quasi tutte le città, le amministrazioni hanno cercato di combattere il traffico varando norme punitive per gli automobilisti, dai ticket di ingresso ai centri delle città a tariffe più alte per chi usa l’auto nelle ore di punta. Questi sistemi, applicati in grandi città come Londra, Sidney e Stoccolma, non solo hanno fallito l’obiettivo ma hanno anche creato malumori negli automobilisti. Forse per gli amministratori delle città è difficile pensare in questi termini, tuttavia l’aggressività correlata al traffico è un grave problema e non è certo una buona idea esasperare chi è già sotto stress. read more

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