Winter Blues, la depressione di stagione

Giornate più corte, mattine con risvegli al buio, temperature più basse, cielo nuvoloso sono gli ingredienti di un cocktail che può portare alla depressione durante l’inverno. Molte persone vivono con difficoltà questo periodo dell’anno, e la depressione stagionale è stato recentemente riconosciuta dalla comunità scientifica tra i disturbi dell’umore includendo il nomenclatore “a pattern stagionale” nell’ultima edizione del DSM – il Manuale Diagnostico Statistico che cataloga le malattie psichiatriche.

I sintomi del disturbo includono ansia, depressione, diminuzione dell’interesse in quasi tutte le attività che prima davano piacere, ritiro sociale, insonnia o eccessiva sonnolenza, cambiamenti dell’appetito, aumento di peso, affaticamento, difficoltà a concentrarsi e a prendere decisioni.

Le cause

Vi sono due aspetti da considerare nella genesi di questo disturbo, uno fisiologico e uno psicologico.

La ricerca ha determinato in maniera piuttosto chiara che la carenza di luce solare provoca delle modifiche a livello di funzionamento biochimico. I nostri ritmi biologici sono regolati in gran parte dall’alternarsi di luce e buio. Con la prevalenza del buio, diminuisce la secrezione di melatonina da parte della ghiandola pineale, e questo può avere un impatto diretto sul sonno e altre funzioni fisiologiche.
La luce inoltre è essenziale per la conversione a livello cutaneo della vitamina D, la cui presenza nell’organismo è fondamentale per la salute ossea ed è molto probabilmente correlata anche all’umore, in quanto coinvolta nella produzione di serotonina. read more

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Effetti del clutter sulla salute. Il disordine è solo un sintomo.

Clutter, in inglese, significa “accumulo, mucchio”.
Il Feng Shui è un’arte antica che si occupa dell’abitare secondo i principi dell’allineamento e dell’equilibrio, e forse per primo ha posato l’attenzione su un fenomeno in costante aumento nelle nostre case, ovvero la crescita degli ammassi di oggetti, a volte rinchiusi dentro armadi e cassetti, a volte disordinatamente sparsi negli ambienti.

Facilmente si ritiene che gli ammassi disordinati si formino perchè c’è un problema di spazio; di conseguenza, acquistando nuovi contenitori o addirittura armadi o scaffali, spesso si cerca un primo rimedio. Altre volte si ritiene che il problema derivi da una casa troppo piccola, e in questo caso il presunto rimedio diventa di gran lunga più costoso.

E invece il clutter spesso è un sintomo che riguarda la persona, non la casa.

Intendiamoci, organizzare la casa ordinatamente rimane una scelta opportuna: togliere gli ostacoli dai passaggi riduce il rischio di cadute, sapere dove sono le cose che ci servono riduce i tempi di ricerca, e avere meno cose in giro facilita il mantenimento dell’igiene della casa.
Il problema è che il clutter, gli ammassi disordinati, può crescere a tal punto da inficiare grandemente la qualità della vita, e a quel punto nessun “contenitore” fisico potrà risolvere il problema.
Se la tendenza ad accumulare non viene compresa e, possibilmente, modificata, occorrerà comprare ricorsivamente altri contenitori, altri armadi o case più grandi. Oppure potrebbe intervenire la rassegnazione a vivere Sepolti in casa. read more

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Gli esperti di salute mentale si chiedono: resterà qualcuno normale?

Traduzione di Gabriella Alleruzzo

Un’edizione aggiornata di quella che per i medici rappresenta la bibbia della salute mentale potrebbe includere diagnosi per “disturbi” come capricci infantili e abbuffate, e gli esperti affermano che presto nessuno potrebbe più essere classificato come normale.

I principali esperti di salute mentale hanno organizzato un incontro martedì per segnalare che la nuova edizione del Manuale Diagnostico Statistico per i Disturbi Mentali (DSM), attualmente in revisione per una nuova versione aggiornata nel 2013, potrebbe sminuire la gravità della malattia mentale e giungere ad etichettare quasi chiunque come portatore di una qualche forma di disturbo.

Citando esempi di nuove aggiunte, come “lieve depressione ansiosa”, “sindrome da rischio di psicosi”, “disturbo della regolazione dell’umore”, essi affermano che molte persone precedentemente viste come perfettamente sane potrebbero in futuro sentirsi dire di essere malate.

Si tratta di un’operazione che intacca il costrutto di normalità. Si sta riducendo all’osso la gamma di comportamenti ritenuti normali,” ha affermato Til Wykes dell’Istituto di Psichiatria del Kings College di Londra. read more

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