“Practice Makes Purr-fect!” – Lo strano caso della gatta pianista

YouTube è nato solo nel 2005 ma ormai è diventato uno strumento della nostra vita quotidiana come se fosse sempre esistito. In quell’anno, vicino eppure lontano, la pagina del “Chi siamo” offriva al navigatore questi suggerimenti sui possibili usi del sito: “Mostra a tutti i tuoi video preferiti. Riprendi il tuo cane, il tuo gatto e altri animali domestici. Blogga i video che realizzi con la telecamera digitale o il telefono cellulare. Mostra i tuoi video ai tuoi amici e alla tua famiglia in giro per il mondo in modo sicuro e privato… e molto, molto altro!”

Sembra che questo invito sia stato colto in maniera letterale, in particolare per quanto riguarda i gatti. 600 milioni di gatti vivono nelle case del pianeta, ma il loro dominio ha travalicato gli spazi domestici. Infatti gli amatissimi felini hanno infestato la rete, comparendo a frotte non soltanto nei video ma sulle bacheche dei social network, sui messenger e nelle email (tale sovrappopolazione ha portato persino ad avvertire il bisogno di proporre il 9.9.09 come “A Day Without Cats” il che, paradossalmente, li ha resi ulteriormente protagonisti). read more

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Lo sapevi? “Shift Happens”

Nell’agosto 2006 Karl Frisch, un professore della Arapahoe High School di Centennial, in Colorado, crea una presentazione in Power Point con l’intento di provocare una discussione all’interno della scuola sul ruolo dell’istruzione scolastica nel ventunesimo secolo. Egli assembla in modo provocatorio una serie di dati statistici sullo sviluppo della tecnologia e sui sempre più rapidi cambiamenti del mondo allo scopo di avviare una riflessione su quali siano le competenze di cui gli studenti avranno bisogno una volta usciti dal mondo della scuola.

Un intento che ha avuto ottenuto un impatto enorme, visto che in pochi anni, a partire da questa semplice presentazione, sono state create più di diciotto versioni video – tutte basate sulla presentazione serrata di statistiche a volte sconcertanti, accompagnate da musica techno e tradotte in numerose lingue – che sono state viste online da almeno 20 milioni di persone e che sono state presentate e discusse in innumerevoli conferenze e workshop in ambito educativo, aziendale e politico in tutto il mondo. La diffusione di questa presentazione (e dei suoi derivati, previsti e sollecitati fin dall’inizio grazie alla licenza Creative Commons) è un esempio abbagliante della cosiddetta “cultura partecipativa”, che ha a che fare in primis con uno spostamento nelle relazioni di potere tra i produttori di media e i consumatori. Frisch, senza una struttura di produzione alle spalle né sforzi di pubbliche relazioni, ha toccato evidentemente un tasto sensibile e ha invitato chiunque fosse interessato a partecipare attivamente alla discussione, alla circolazione e alla creazione di nuovi contenuti. read more

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