Di Instagram, Facebook e gli altri… guardami!

«Chiunque tu sia… io dipendo sempre dalla gentilezza degli sconosciuti»
Blanche Du Bois in Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Wlliams

Forse siamo tutti soggetti a uno strano bias: ci sono cose che troviamo fastidiose quando le fanno gli altri e che invece ci sembrano stupende quando le facciamo in prima persona.
Instagram è un’app per cellulari, comprata da Facebook un anno fa, che viene pubblicizzata come un modo “veloce, bello e divertente per condividere la tua vita con amici e familiari”, e 150 milioni di utenti nel mondo eseguono il compito scrupolosamente.

E questo video, che ha ottenuto il ragguardevole risultato di oltre 5 milioni di visualizzazioni in meno di un anno, realizzato su commissione di CollegeHumor Media – un seguitissimo generatore di contenuti su internet – con la regia di Matthew Pollock e la colonna sonora tratta da un pezzo famoso dei Nickelback su cui gli autori hanno scritto ad hoc un testo parodistico, sintetizza in modo magistrale gli usi che questo esercito di utenti fa dell’applicazione. read more

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Steve Jobs è morto, viva Steve Jobs

Milioni di persone in tutto il mondo in queste ore commentano la morte del fondatore della Apple, Google risponde alla ricerca con quasi due milioni di risultati, giovedì 6 ottobre il trend per l’hashtag #jobs ha raggiunto quasi il 18% a livello mondiale, non c’è mass media che non gli abbia dedicato un servizio, mentre sui siti personali e sulle bacheche dei social network rimbalzano estratti, citazioni e video del suo discorso alla Stanford University, come se Jobs non avesse quasi detto altro nel corso della sua vita (il che corrisponde al rodato meccanismo di prelevamento di un prodotto dallo scaffale all’altezza degli occhi nel supermercato).
Nonostante l’annuncio della scomparsa dato dalla sua azienda non avesse potuto essere più zen, in chiaro Apple style, esso sembra aver scatenato un tornado, come il battito delle ali della famosa farfalla brasiliana.

Che cosa sta succedendo? Improvvisamente il mondo viene illuminato dal guru di Cupertino? L’umanità sta compiendo un balzo in avanti nel suo sviluppo spirituale?
Purtroppo no. Non soltanto perché i contenuti del suo “messaggio” non rappresentano niente che non sia già stato detto da pensatori e filosofi e, come vedremo, danno voce a un mito del tutto contemporaneo e occidentale, ma anche perché non è sufficiente collezionare e ripetere passivamente  delle frasi per “formarsi”, tentare di dar forma al proprio sviluppo. read more

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La rete di protezione: Abruzzo, due anni dopo

A maggio 2009, come molti altri miei colleghi, ho operato in qualità di psicologa dell’emergenza in Abruzzo nei campi allestiti nel post-terremoto. Sono trascorsi due anni da quel 6 aprile che ha sconvolto l’idrogeologia del territorio, i secolari insediamenti umani e le relazioni di una comunità, e se molto è stato fatto, molto resta ancora da fare per la ricostruzione. Dal punto di vista materiale esiste ancora il problema della rimozione delle macerie che tuttora giacciono sul centro storico dell’Aquila (ma non solo) così come la messa in sicurezza di molte zone, ma ciò che rende particolarmente dolorosa e difficile la ricostruzione e la riconquista del territorio come luogo antropologico – relazionale, identitario e storico – è la grossa difficoltà di organizzare la partecipazione della popolazione ai processi decisionali.

Sono ormai moltissime le ricerche, a partire da quella famosa di Berkman e Syme del 1979, che sostengono l’importantissimo effetto diretto e indiretto del supporto sociale sulla salute sia a breve che a lungo termine e che permettono alle persone che hanno subito un trauma di recuperare il benessere con una prognosi migliore.
E’ noto che il supporto sociale modifica gli effetti biologici dello stress, in particolare il rilascio di cortisolo e adrenalina, e a lungo termine diviene un fattore protettivo per la salute, diminuisce i tassi di morbilità e mortalità. read more

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