La psicoanalisi secondo Prada

E dopo “Il diavolo veste Prada”, abbiamo la psicoanalisi secondo Prada. Un cast di attori eccezionale, scelto dal regista Roman Polansky, interpreta con grande maestria una scena classica dell’immaginario, almeno secondo Hollywood.

Ben Kingsley interpreta un serio psicoanalista dall’aria ortodossa che scrive i suoi appunti con una stilografica mentre attende la prossima paziente, in una stanza d’analisi che ricorda tanto quella del dottor Freud. Lei è Helena Bonham Carter, e ovviamente veste Prada.
Con nonchalance gli consegna una stravagante pelliccia violacea di visone con collo di volpe e si stende sul lettino sfilandosi le décolletés con plateau firmate. Lui sembra già confuso a questo punto: allo scopo di prendere appunti preme il pulsante della penna a sfera richiudendola, mentre lei gli rovescia addosso un fiume di parole.
Il non verbale di Kingsley e l’occhio della camera sono più eloquenti del monologo della ricca ereditiera, che si comporta come una smaliziata paziente che offre ciò che lo psicoanalista si aspetta: riferisce un sogno e chiede insistentemente cosa significhi. Tutto procede come da manuale finché “l’attenzione fluttuante” dell’analista si posa sulla pelliccetta della paziente e il Perturbante non irrompe nella stanza demistificando lo snobismo degli intellettuali nei confronti della moda. Egli sì che sa mettersi nei panni della paziente. read more

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Quando Cupido si insinua nell’amicizia

L’amicizia tra uomo e donna è uno di quei temi che suscita in modo ricorrente dibattiti infuocati e conclusioni, spesso tanto assolute quanto soggettive, al punto da apparire come un dilemma insolubile. Anche perchè l’amicizia può trasformarsi in amore – secondo gli sceneggiatori di film e serie televisive questo pericolo è fortunatamente sempre in agguato, al punto che rappresenta spesso il deus ex machina del plot -, e questo complica la situazione.
Nella vita, quando uno dei due confessa di essere attratto dall’altro ma il sentimento non è reciproco, la relazione amicale viene messa in pericolo e spesso, ma non sempre, si dissolve.

Forse esausti dalle inconcludenti discussioni filosofico esistenziali e armati degli strumenti della Psicologia Sociale, Heidi Reeder e il suo gruppo di ricerca alla Boise State University, Idaho, indagano da tempo sul significato dell’attrazione nell’amicizia tra uomo e donna e su cosa accada realmente in questo evento piuttosto frequente, a partire dai resoconti delle esperienze vissute da veri amici.
Secondo Reeder in un rapporto amicale possono emergere quattro diverse forme di attrazione che possono variare nel tempo; nella sua ultima ricerca ha voluto capire cosa fa sì che l’amicizia possa durare o svanire dopo che uno dei due ha dichiarato di essere sentimentalmente interessato all’altro.
I soggetti della ricerca erano sia persone che si sono sentite attratte da un amico, che persone a cui era stato rivelato di essere l’oggetto del desiderio. I dati, analizzati statisticamente, hanno mostrato che l’esito dell’amicizia è legato a delle chiare differenze nel modo di comportarsi e di aver cura della relazione e dei sentimenti dell’altro, prima ma soprattutto dopo la rivelazione.
Reeder sostiene che si può conservare l’amicizia se si tengono presenti alcuni suggerimenti e si mantiene la calma, ecco i risultati della sua ricerca sui fattori che incidono sulla permanenza dell’amicizia. read more

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