Comprendere il blocco della creatività

Una farfalla in gabbia simboleggia il blocco della creatività

La creatività in gabbia, un’esperienza comune.

La creatività è un gioco, il bambino si abbandona e lascia accadere, la sua guida è una necessità interiore, non giudica ciò che accade.

Da adulti i creativi possono sentirsi bloccati per una miriade di ragioni, ma soprattutto per una miriade di emozioni che restano a livello inconscio.
Fare arte – a qualunque livello e in qualunque disciplina – richiede incoraggiamento, e la famiglia di origine è  la prima e la più significativa fonte di giudizio. Accade frequentemente che la famiglia ignori o reprima le inclinazioni creative dei figli, di solito armata delle migliori intenzioni.
Crescendo, i figli si sentono dire che devono smettere di sognare ad occhi aperti, di perdere tempo, di stare con la testa fra le nuvole e vengono invece stimolati ad essere pratici, responsabili, ragionevoli… a crescere insomma. Se persistono, possono sentirsi accusare: “Ma chi ti credi di essere?”, venir ridicolizzati per i loro goffi tentativi di espressione o svalutati mediante i paragoni.

Così la creatività viene smarrita con i giochi infantili e in età adulta, se mai l’istinto creativo dovesse riaffiorare tra le maglie di una vita strutturata, è facile che ci si convinca di non avere abbastanza talento, di avere troppo da fare o, più avanti nel corso della vita, magari di essere ormai troppo vecchi per iniziare. Queste ed altre idee fanno tutte parte di un’insieme di difese sistematiche volte a proteggere il Sè da qualcosa che nel passato ha rappresentato una minaccia reale. Perché ciò che era implicito in tutte queste esortazioni ad abbandonare la creatività a fin di bene, era il ritiro dell’amore parentale.

Anche a chi ha intrapreso un percorso artistico capita però di trovarsi di fronte a un blocco. Le ragioni alla base sono sostanzialmente le stesse che creano l’artista-ombra o la credenza di non essere dei creativi.