Comprendere il blocco della creatività

Una farfalla in gabbia simboleggia il blocco della creatività

La creatività in gabbia, un’esperienza comune.

La creatività è un gioco, il bambino si abbandona e lascia accadere, la sua guida è una necessità interiore, non giudica ciò che accade.

Da adulti i creativi possono sentirsi bloccati per una miriade di ragioni, ma soprattutto per una miriade di emozioni che restano a livello inconscio.
Fare arte – a qualunque livello e in qualunque disciplina – richiede incoraggiamento, e la famiglia di origine è  la prima e la più significativa fonte di giudizio. Accade frequentemente che la famiglia ignori o reprima le inclinazioni creative dei figli, di solito armata delle migliori intenzioni.
Crescendo, i figli si sentono dire che devono smettere di sognare ad occhi aperti, di perdere tempo, di stare con la testa fra le nuvole e vengono invece stimolati ad essere pratici, responsabili, ragionevoli… a crescere insomma. Se persistono, possono sentirsi accusare: “Ma chi ti credi di essere?”, venir ridicolizzati per i loro goffi tentativi di espressione o svalutati mediante i paragoni.

Così la creatività viene smarrita con i giochi infantili e in età adulta, se mai l’istinto creativo dovesse riaffiorare tra le maglie di una vita strutturata, è facile che ci si convinca di non avere abbastanza talento, di avere troppo da fare o, più avanti nel corso della vita, magari di essere ormai troppo vecchi per iniziare. Queste ed altre idee fanno tutte parte di un’insieme di difese sistematiche volte a proteggere il Sè da qualcosa che nel passato ha rappresentato una minaccia reale. Perché ciò che era implicito in tutte queste esortazioni ad abbandonare la creatività a fin di bene, era il ritiro dell’amore parentale.

Anche a chi ha intrapreso un percorso artistico capita però di trovarsi di fronte a un blocco. Le ragioni alla base sono sostanzialmente le stesse che creano l’artista-ombra o la credenza di non essere dei creativi.

Svelare il mistero dei gatti, ci prova la scienza

Questo articolo é dedicato a Pègola e a tutti i gatti che ci accompagnano con i loro passi silenziosi.

Il Washington Post ha pubblicato un interessante articolo, a firma John Bradshaw, sulla comprensione dei segnali del felino più amato, il gatto. L’articolo è stato pubblicato orginariamente sulla rivista NewScientist ed è basato sul nuovo libro di Bradshaw “Cat Sense: How the New Feline Science Can Make You a Better Friend to Your Pet” (Allen Lane/Basic Books). L’autore è il direttore dell’Istituto di Antrozoologia della Scuola di Scienza Clinica Veterinaria dell’Università di Bristol, e ha studiato il comportamento del gatto per più di 30 anni.

Poichè si basa su evidenze scientifiche, ritengo interessante tradurlo per i lettori. Qui l’articolo originale.
I agree to indemnify RBI and New Scientist against any claim arising from incorrect or misleading translation.

I gatti sono gli animali domestici più popolari al mondo, poiché sono più numerosi dei cani in rapporto tre a uno. Il fatto che i gatti siano allo stesso tempo affettuosi e autosufficienti è senza dubbio un fattore che mantiene alta la loro popolarità. Non hanno praticamente bisogno di essere addestrati, si fanno la toeletta da soli, possono essere lasciati da soli senza che si struggano per i loro proprietari, ma nondimeno li salutano affettuosamente quando arrivano a casa.

In una parola, sono pratici.

Effetti del clutter sulla salute. Il disordine è solo un sintomo.

Clutter, in inglese, significa “accumulo, mucchio”. Il Feng Shui è un’arte antica che si occupa dell’abitare secondo i principi dell’allineamento e dell’equilibrio, e forse per primo ha posato l’attenzione su un fenomeno in costante aumento nelle nostre case, ovvero la crescita degli ammassi di oggetti, a volte rinchiusi dentro armadi e cassetti, a volte disordinatamente

Noi, le ragazze cinquantenni

Il baby boom degli anni sessanta ha portato oggi a un’ingente presenza nella società di donne cinquantenni. Vivere i propri cinquant’anni oggi, è un’esperienza non comparabile con quella di nessuna delle generazioni precedenti, e a volte pone le donne in una situazione di difficoltà, costrette a destreggiarsi tra i vari compiti e l’assenza di modelli

Bus gratuito per gli over-60

E mentre a Trieste sta per concludersi la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, mi capita di leggere un’interessante ricerca che correla lo stato di salute delle persone anziane all’avere un abbonamento gratuito per il bus. Sappiamo che mantenere un’attività fisica, a qualunque età, aiuta a mantenere il benessere mentale e fisico e, nelle persone anziane,

Se il cane morde la mano che lo nutre

Essere morsi da un cane è un’esperienza che come minimo si può descrivere come spiacevole e che, in certi casi, può costituire un trauma permanente che aliena la possibilità di godere del rapporto con i cani, anche a lungo termine. Quando a mordere è il nostro cane – quello che abbiamo preso da cucciolo, nutrito,