Svelare il mistero dei gatti, ci prova la scienza

Questo articolo é dedicato a Pègola e a tutti i gatti che ci accompagnano con i loro passi silenziosi.

Il Washington Post ha pubblicato un interessante articolo, a firma John Bradshaw, sulla comprensione dei segnali del felino più amato, il gatto. L’articolo è stato pubblicato orginariamente sulla rivista NewScientist ed è basato sul nuovo libro di Bradshaw “Cat Sense: How the New Feline Science Can Make You a Better Friend to Your Pet” (Allen Lane/Basic Books). L’autore è il direttore dell’Istituto di Antrozoologia della Scuola di Scienza Clinica Veterinaria dell’Università di Bristol, e ha studiato il comportamento del gatto per più di 30 anni.

Poichè si basa su evidenze scientifiche, ritengo interessante tradurlo per i lettori. Qui l’articolo originale.
I agree to indemnify RBI and New Scientist against any claim arising from incorrect or misleading translation.

I gatti sono gli animali domestici più popolari al mondo, poiché sono più numerosi dei cani in rapporto tre a uno. Il fatto che i gatti siano allo stesso tempo affettuosi e autosufficienti è senza dubbio un fattore che mantiene alta la loro popolarità. Non hanno praticamente bisogno di essere addestrati, si fanno la toeletta da soli, possono essere lasciati da soli senza che si struggano per i loro proprietari, ma nondimeno li salutano affettuosamente quando arrivano a casa. read more

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Effetti del clutter sulla salute. Il disordine è solo un sintomo.

Clutter, in inglese, significa “accumulo, mucchio”.
Il Feng Shui è un’arte antica che si occupa dell’abitare secondo i principi dell’allineamento e dell’equilibrio, e forse per primo ha posato l’attenzione su un fenomeno in costante aumento nelle nostre case, ovvero la crescita degli ammassi di oggetti, a volte rinchiusi dentro armadi e cassetti, a volte disordinatamente sparsi negli ambienti.

Facilmente si ritiene che gli ammassi disordinati si formino perchè c’è un problema di spazio; di conseguenza, acquistando nuovi contenitori o addirittura armadi o scaffali, spesso si cerca un primo rimedio. Altre volte si ritiene che il problema derivi da una casa troppo piccola, e in questo caso il presunto rimedio diventa di gran lunga più costoso.

E invece il clutter spesso è un sintomo che riguarda la persona, non la casa.

Intendiamoci, organizzare la casa ordinatamente rimane una scelta opportuna: togliere gli ostacoli dai passaggi riduce il rischio di cadute, sapere dove sono le cose che ci servono riduce i tempi di ricerca, e avere meno cose in giro facilita il mantenimento dell’igiene della casa.
Il problema è che il clutter, gli ammassi disordinati, può crescere a tal punto da inficiare grandemente la qualità della vita, e a quel punto nessun “contenitore” fisico potrà risolvere il problema.
Se la tendenza ad accumulare non viene compresa e, possibilmente, modificata, occorrerà comprare ricorsivamente altri contenitori, altri armadi o case più grandi. Oppure potrebbe intervenire la rassegnazione a vivere Sepolti in casa. read more

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Noi, le ragazze cinquantenni

Il baby boom degli anni sessanta ha portato oggi a un’ingente presenza nella società di donne cinquantenni. Vivere i propri cinquant’anni oggi, è un’esperienza non comparabile con quella di nessuna delle generazioni precedenti, e a volte pone le donne in una situazione di difficoltà, costrette a destreggiarsi tra i vari compiti e l’assenza di modelli cui riferirsi.

Pensare a un percorso di gruppo, darsi degli spazi in cui riflettere, comunicare e ascoltare le esperienze delle altre, credo sia un utile strumento per muoversi in un quadro di incertezza complessivo. Dal prossimo settembre intendo offrire degli spazi periodici di incontro a piccoli gruppi di donne.

Se sei una donna fra i 45 e i 55 anni e sei interessata a lavorare su questo tema, puoi farmelo sapere – senza impegno da parte tua – inviando una mail a
info@psicologiatrieste.it

A presto!

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Bus gratuito per gli over-60

E mentre a Trieste sta per concludersi la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, mi capita di leggere un’interessante ricerca che correla lo stato di salute delle persone anziane all’avere un abbonamento gratuito per il bus.

Sappiamo che mantenere un’attività fisica, a qualunque età, aiuta a mantenere il benessere mentale e fisico e, nelle persone anziane, avere una buona mobilità e forza fisica riduce il rischio di fratture, cadute e malattie cardiovascolari.

I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno condotto una ricerca, durata 4 anni, da cui è emerso che le persone che dispongono di un abbonamento per il bus sono più propense a camminare e a compiere “viaggi attivi”, come sono definiti il camminare, andare in bicicletta o prendere i mezzi pubblici.
Può sembrare banale, ma l‘esercizio fisico “incidentale”, che si compie anche con il semplice atto del camminare fino alla fermata o dalla fermata alla propria destinazione, svolge un ruolo chiave per mantenersi in forma. Infatti da precedenti ricerche è emerso che soli 15 minuti di moderato esercizio fisico quotidiano sono associati a un minor rischio di mortalità del 12% per gli ultrasessantenni.
L’abbonamento gratuito tuttavia non aiuta soltanto a mantenere una buona salute: garantire la mobilità sul territorio a chi ha un reddito limitato significa anche ridurre l’esclusione sociale, con tutto ciò che questo comporta a livello psicologico, e contribuisce a mantenere una qualità della vita migliore. read more

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Se il cane morde la mano che lo nutre

Essere morsi da un cane è un’esperienza che come minimo si può descrivere come spiacevole e che, in certi casi, può costituire un trauma permanente che aliena la possibilità di godere del rapporto con i cani, anche a lungo termine.

Quando a mordere è il nostro cane – quello che abbiamo preso da cucciolo, nutrito, coccolato, amato e che consideriamo un membro della famiglia – l’esperienza può assumere delle connotazioni inquietanti e farci sentire traditi nel patto di reciprocità. A volte questo accade ripetutamente e peggiora il nostro vissuto nei confronti del cane, andando a costituire un fondo di emozioni negative nei suoi confronti che può amplificarsi fino a esiti tragici.

Non è sempre facile convincere il cane a non mordere la mano che lo nutre, ma possiamo cercare di capire come mai questo accade e quali sono i nostri errori. Ricordiamo che “il cane ha sempre ragione“, secondo la psicologia canina.

Cominciamo con il riconoscere che quando i cuccioli giocano tra loro usano la bocca, e quindi prendere in bocca (o mordere) la mano del proprietario quando si gioca o li si coccola – specialmente se la modalità è intensa e il cane ha un temperamento vivace – è una estensione naturale del loro repertorio comportamentale all’umano che fa parte del branco. In questi casi, mordere non ha un’intento aggressivo, ma può diventare un’abitudine difficile da correggere se interagendo con il nostro amico assumiamo un comportamento controproducente. read more

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Quando Cupido si insinua nell’amicizia

L’amicizia tra uomo e donna è uno di quei temi che suscita in modo ricorrente dibattiti infuocati e conclusioni, spesso tanto assolute quanto soggettive, al punto da apparire come un dilemma insolubile. Anche perchè l’amicizia può trasformarsi in amore – secondo gli sceneggiatori di film e serie televisive questo pericolo è fortunatamente sempre in agguato, al punto che rappresenta spesso il deus ex machina del plot -, e questo complica la situazione.
Nella vita, quando uno dei due confessa di essere attratto dall’altro ma il sentimento non è reciproco, la relazione amicale viene messa in pericolo e spesso, ma non sempre, si dissolve.

Forse esausti dalle inconcludenti discussioni filosofico esistenziali e armati degli strumenti della Psicologia Sociale, Heidi Reeder e il suo gruppo di ricerca alla Boise State University, Idaho, indagano da tempo sul significato dell’attrazione nell’amicizia tra uomo e donna e su cosa accada realmente in questo evento piuttosto frequente, a partire dai resoconti delle esperienze vissute da veri amici.
Secondo Reeder in un rapporto amicale possono emergere quattro diverse forme di attrazione che possono variare nel tempo; nella sua ultima ricerca ha voluto capire cosa fa sì che l’amicizia possa durare o svanire dopo che uno dei due ha dichiarato di essere sentimentalmente interessato all’altro.
I soggetti della ricerca erano sia persone che si sono sentite attratte da un amico, che persone a cui era stato rivelato di essere l’oggetto del desiderio. I dati, analizzati statisticamente, hanno mostrato che l’esito dell’amicizia è legato a delle chiare differenze nel modo di comportarsi e di aver cura della relazione e dei sentimenti dell’altro, prima ma soprattutto dopo la rivelazione.
Reeder sostiene che si può conservare l’amicizia se si tengono presenti alcuni suggerimenti e si mantiene la calma, ecco i risultati della sua ricerca sui fattori che incidono sulla permanenza dell’amicizia. read more

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